NORMATIVA (Leggi e decreti d'interesse professionale)

ORDINAMENTO DELLA PROFESSIONE di PERITO AGRARIO

(Estratto dalla Legge 28 marzo 1968, n. 434 come modificata dalla Legge n. 54 del 21 febbraio 1991

G.U. n. 101 del 20-4-1968 e G.U. n. 49 del 27-2-1991)

 

ART. 1

Titolo di perito Agrario

Il titolo di perito agrario, al fine dell'esercizio delle attività di cui all'art. 2, spet­ta a coloro che ab­biano conseguito il di­ploma di perito agrario statale o parifica­to, l'abilitazione all'esercizio della pro­fessione, con tutte le relative spe­cializza­zio­ni, e che siano iscritti nell'Albo Professionale a norma dell'art. 4 (art. 1 Legge 54/ 91).

 

ART. 2

Attività professionale

Formano oggetto della professione di perito agrario:

a)  la direzione e l'amministrazione e la gestione di aziende agrarie e zootec­niche e di aziende di trasfor­mazione e com­mercializzazione di prodotti agrari e zootecnici, limitata­mente alle medie aziende e ivi com­prese le funzioni con­tabi­li, quelle di assistenza e rappre­sentanza tributaria e quelle relative all'ammini­stra­zione del personale dipendente dalle mede­sime aziende;

b)  la progettazione, la direzione ed il collaudo di opere di miglioramento fon­diario e di trasfor­ma­zione di prodotti agrari e relative costruzioni, limitatamente alle medie aziende, il tutto in struttura or­dinaria, secondo la tecnologia del mo­mento, anche se ubicate fuori dei fondi;

c)  la misura, la stima e la divisione dei fondi rustici, delle costruzioni e delle aziende agrarie e zoo­tecni­che, anche ai fini di mutui fondiari;

d)  lavori catastali, topografici, cartografici e tipi di frazionamento inerenti le piccole e medie azien­de e relativi sia al cata­sto terreni che al catasto urbano;

e)  la stima dei tabacchi e lavori nella tecnica dei tabacchi;

f)   la stima delle colture erbacee ed arboree e loro prodotti e la valutazione degli inter­venti fito­sani­tari;

g)  la valutazione dei danni alle colture, la stima delle scorte e dei miglioramenti fondiari agrari e zoo­tecnici, nonché le operazioni di consegna e riconse­gna dei beni rurali e relativi bilanci e liqui­da­zioni;

h)  la direzione e manutenzione di parchi e la progettazione, direzione e la manutenzione di giar­di­ni, an­che localiz­za­ti, gli uni e gli altri, in aree urbane;

i)   le rotazioni agrarie;

l)   la curatela di aziende agrarie e zootecniche;

m) le funzioni di perito arbitratore in ordine alle attribuzioni sopra menzionate;

n)  la consulenza, le stime di consegna e riconsegna, i controlli analitici per i settori di specializ­za­zione enotecni­ci, ca­seari, elaiotecnici e di altri;

o)  la progettazione e direzione di piani aziendali ed interaziendali di sviluppo agricolo limita­ta­mente alle medie aziende;

p)  le attività tecniche connesse agli accertamenti, alle valutazioni ed alla li­quidazione degli usi civi­ci;

q)  l'assistenza tecnica ai produttori agricoli singoli ed associati;

r)  le attribuzioni derivanti da altre leggi;

s)  l'esercizio delle competenze connesse al titolo di specializzazione ottenuto a seguito di rego­lare corso isti­tuito dallo Stato o dalle regioni (art. 2 legge 54/91).

 

ART. 3

Limiti dell'attività professionale

Le mansioni indicate nella lettera a) del precedente articolo nonché nella let­tera m), per quanto si attiene alle atti­vità di cui alla lettera a), possono essere esercitate dai periti agrari qualora non ri­chie­dono le speciali cognizioni scientifiche e tecniche proprie, nell'ambito delle rispettive compe­tenze, dei dottori agro­nomi, degli ingegneri o dei geometri.

 

ART. 4

Esercizio delle libera professione - Elenco di non esercenti

Il perito agrario non può esercitare la libera professione se non è iscritto al­l'albo professio­nale.

L'iscrizione nell'albo non è consentita ai periti agrari impiegati dello Stato o di altra pub­blica am­mini­strazione ai quali, se­condo gli ordinamenti loro applicabili, è vietato l'esercizio della libera profes­sione.  Essi sono, a loro richie­sta iscritti in un elenco speciale.

l periti agrari impiegati dello Stato o di altra pubblica amministrazione, ai qua­li è consenti­to l'eser­cizio della libera pro­fes­sione, sono soggetti alla disciplina del consiglio soltanto per ciò che attiene all'esercizio della libera profes­sione. Il pe­rito agrario iscritto in un albo ha facoltà di eserci­tare le pro­fessione in tutto il territorio dello Stato.

ART. 5

Obbligo del segreto professionale

Il perito agrario iscritto nell'albo non può rivelare un segreto di cui abbia avu­to notizia per ragioni della propria pro­fessione.

 

ART.    6

Vigilanza del Ministero per la grazia e la giustizia

Il Ministro per la grazia e giustizia esercita direttamente  o  a  mezzo  dei  presidenti o dei procu­ra­tori ge­nerali di Corte d'appello, l'alta vigilanza  sui  collegi  dei periti agrari ai fini dell'esatta os­servanza delle norme  legislative  e  regolamen­tari.

 

ART. 7

Incarichi dell'autorità delle amministrazioni pubbliche

Gli incarichi relativi all'attività della professione di perito agrario sono, nor­malmente affi­dati dall'au­torità giudi­ziaria e dalle pubbliche amministrazioni agli iscritti nell'albo dei periti agrari. Quando esse intendono conferire inca­richi a per­sone non iscritte nell'albo, ne enun­ciano i motivi del provve­dimento.

l periti agrari che sono in possesso di un diploma di specializzazione previ­sta dai vigenti ordina­menti scolastici sono prefe­riti nelle mansioni proprie del di­ploma stesso.

 

(omissis)

 

ART. 31

Requisiti per l'iscrizione nell'albo e nell'elenco speciale - Abilitazione

1.  Per essere iscritto nell'albo o nell'elenco speciale è necessario:

a)  essere cittadino italiano o di uno stato membro delle comunità europee, ovvero ita­liano ap­parte­nente a territori non uniti politicamente allo Stato italiano, oppure cittadino di uno Stato con il quale esista tratta­mento di re­ciprocità;

b)  godere dei diritti civili;

c)  avere la residenza anagrafica nella circoscrizione del collegio nel cui albo o elenco si chiede di essere iscritto.

d)  essere in possesso del diploma di perito agrario;

e)  avere conseguito l'abilitazione professionale.

2.  L'abilitazione all'esercizio della libera professione è subordinata al compi­mento di un pe­riodo di pra­tica bien­nale presso un perito agrario o un dottore in scienze agrarie o fore­stali iscritti ai rispettivi albi pro­fessionali da alme­no un quin­quennio ovvero allo svolgimento per almeno tre anni di attività tecni­co agricola subordinata, anche al di fuori di uno studio professionale, ed al superamento al ter­mine o del triennio di un apposito esame di Stato, disci­pli­nato dalle norme delle legge 8 dicem­bre 1956 n. 1378 e successive modi­fi­cazioni

3.  Le disposizioni relative all'abilitazione si applicano a partire dall'anno scola­stico in corso all'en­trata in vigore della presenze legge. Sono valide a tutti gli effetti le iscrizioni all'albo profes­sionale ef­fettuate dai collegi prima di ta­le da­ta, se­condo le norme preceden­temente in vigore (art. 10 legge 54/91).

 

(omissis)

 

ART. 33

Divieto di iscrizione in più albi o elenchi speciali - Trasferimenti

Non è consentita la contemporanea iscrizione in più albi o elenchi speciali dei periti agrari (art. 11 legge 54/91).

Non è ammesso il trasferimento dell'iscrizione quando il richiedente è sotto­posto a pro­cedimento penale o disci­pli­nare ov­vero è sospeso dall'albo o dall'e­lenco speciale.

 

(omissis)

 

 


 

NORME REGOLAMENTARI PER L'USO DEL TIMBRO

ATTESTANTE L’ISCRIZIONE NELL'ALBO PROFESSIONALE

 

1)  Ogni documento tecnico presentato da un Perito Agrario ad Enti, ­Uffici e privati do­vrà ap­portare assieme la firma e il timbro ad inchiostro grasso, comprovante che il Perito Agrario è iscritto all'Albo Professionale.

2)  Il timbro recherà il cognome e nome del professionista ed il nu­mero di iscrizione pro­gressivo che avrà le ca­ratteri­sti­che indicate nel modello riprodotto in calce.

3)  Ad ogni professionista iscritto al Collegio che ne farà richiesta sarà fornita pure una tessera di riconoscimento che a norma dell'art. 9 del R.D.L. 25 novembre 1929 n. 2365, ogni Collegio deve rilasciare agli iscritti previo rimbor­so del co­sto.

4)  E' fatto divieto provvedersi direttamente del timbro o di usare timbri che abbiano simili ca­ratteristiche. L'uso del timbro non fornito dal Collegio è considerato infrazione e pertanto è persegui­bile col provvedimento di­sci­plinare previsto dall'art. 11 di cui al sopraccitato R.D.L. 25 no­vembre 1929, n. 2365.

5)  Qualora il professionista cessi, per una qualsiasi causa, di essere iscritto o sospeso dalI'Albo dovrà riconse­gnare il timbro, senza diritto ad alcun rimborso. In caso di smarri­mento del timbro il professionista dovrà fare imme­diata denun­cia al Collegio che provvederà dietro paga­mento a rila­sciargli un duplicato. Il professionista cancellato o sospeso dall'Albo che non riconsegna il timbro entro il ter­mine fissato dal Consi­glio sarà diffidato e ne sarà data comuni­cazione all'Autorità Giudiziaria, agli Enti ed Uffici interessati. Il professionista cancellato o sospeso dal­I'Albo che continui l'esercizio della professione o faccia uso di tim­bro, sarà passibile di denuncia all'Autorità Giudiziaria a norma dell'art. 19 del R.D.L. 25 novembre 1929, n. 2365.

6)  L'Autorità Giudiziaria, Enti ed Uffici pubblici presso i quali ven­gono inviati gli elaborati tecnici sono invitati ad accer­tare che gli stessi siano muniti di timbro attestante l'iscrizione a norma di legge.

 

 

 

FAC-SIMILE

      DEL SIGILLO PROFESSIONALE

 

E' fatto obbligo per tutti i periti iscritti:

 

1.     Denunciare al Collegio ogni esercizio abusivo ed ogni fatto che LEDA il presti­gio profes­sionale;

2.     Segnalare quei Colleghi che non abbiano soddisfatto l'obbligo della iscri­zione e non fi­gu­rino perciò iscritti nell'Albo o che pur essendo cancellati, continuino ad esercitare la li­be­ra professione;

3.     Tenere informato l'Ufficio di Segreteria di ogni eventuale cambiamento di re­sidenza (art. 3 R.D. 23-10-1925, n. 2537) e di attività;

4.     Segnalare gli eventuali errori od omissioni nel presente Albo ed inviare su­bi­to la rettifica;

5.     Apporre su tutti gli elaborati, pena la nullità degli stessi, il proprio timbro per­sonale;

6.     Gli Enti e gli Uffici Pubblici sono invitati a respingere gli elaborati presentati dal profes­sionista che non vi abbia apposto il sigillo professionale;

 

FONTI NORMATIVE

 

L'attività e le tariffe professionali del PERITO AGRARIO sono regolate dalla legge 28 marzo 1968, n.434, modificati ed integrati dalla legge 21 febbraio 1991 n. 54, D.P.R. 16 maggio 1972, n.731.